jueves, 17 de noviembre de 2011

CARO MONTI SIAMO PRONTI

Siamo pronti a fare sacrifici. Di nuovo. Ancora. Di più.
Siamo pronti a lavorare di più per guadagnare di meno. A non farci assumere quasi più ed a farci licenziare appena possibile a costo zero.

Siamo pronti e pagare ancora più tasse. Siamo pronti a ricevere in cambio ancora meno servizi e di più bassa qualità.

Siamo pronti a vedere ridotti i budget della scuola, delle università, della ricerca, dell’arte, della cultura. Siamo pronti ad avere meno asili, meno scuole, meno università. Siamo pronti ad un’istruzione peggiore, con meno insegnanti e peggio pagati e più alunni e tutti peggio istruiti.

Siamo pronti a vedere meno medici, meno infermieri e meno mezzi tecnici negli ospedali. In quelli pubblici, s’intende.

Siamo pronti a prendere di meno la macchina perché il prezzo della benzina, del parcheggio, delle assicurazioni e del bollo sarà aumentato. Siemo pronti a vedere meno autobus, tram, metro e treni in circolazione.

Siamo pronti a toglierci internet ed il telefono fisso, tanto basta il cellulare, che è aumentato pure quello, ma non se ne può proprio più fare a meno.

Siamo pronti ad accendere di meno il riscaldamento e spegnere le luci, per risparmiare qualcosa sulle bollette. Siamo pronti a vedere le nostre città un po’ più buie ed un po’ più sporche.

Siamo pronti a non andare più dal dentista per motivi estetici ma ad andarci solo in caso di estrema necessità. Tanto i denti li mostreremo sempre meno, visto che perderemo anche la voglia di ridere.

Siamo pronti a mangiare di meno, ma soprattutto peggio e per un prezzo più caro. E la pizza la mangeremo solo una volta al mese.

Siamo pronti ad uscire di meno la sera e a non andare più in discoteca.

Siamo pronti a vedere retrocedere i progetti per le infrastrutture. Siamo pronti a non vedere mai più finite strade ed autostrade, se mai avessero deciso di finirle. Siamo pronti a vedere ancora ridotti e peggiorati i collegamenti da e per il Sud.

Siamo pronti a pagare tutto più caro ed a vedere aumentare l’IVA e le imposte indirette.

Siamo pronti ad andare in pensione più tardi, per ora due anni più tardi, poi altri tre e poi vi rinunceremo completamente. Per il bene dell’Italia.

Siamo pronti a tutto per il bene dell’Italia. Anche a rinunciare ai nostri diritti e ai nostri piaceri.

Siamo pronti anche ad accettare che i ricchi restino ricchi ed anzi che si arricchiscano di più.

Siamo pronti a vedere lo spread, quello vero, quello che separa ricchi e poveri, aumentare sempre di più, tanto aumenta sempre. Accetteremo che mandino i figli a scuole di qualità (private), che vadano a farsi curare in ospedali di qualità (privati), che abbiano pensioni integrative (private), che abbiano dei sorrisi splendidi, che siano belli e ben vestiti, che parlino 5 lingue e che guidino belle macchine.

Siamo pronti a rinunciare a tutto pur di permettere ai politici, ai ricchi, ai banchieri ed ai privilegiati delle varie caste (quella dei politici è infatti solo una delle tante) di non rinunciare a nessuno dei loro privilegii.

Siamo pronti a pagare noi per loro, come abbiamo sempre fatto. Ringraziamo Berlusconi, la sua cricca e tutti gli stronzi che lo hanno votato o che non hanno fatto niente per cacciarlo, per averci permesso di sacrificarci ancora per l’Italia.

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